Quesito regime Legge 398/91

Rispondiamo ad un quesito che ci è stato sottoposto attraverso il nostro sito e che abbiamo ritenuto di approfondire perchè esemplificativo per molte ASD.

Il quesito

Una ASD affiliata alla Fit (Federazione Italiana Tennis) che ha aderito ai benefici della legge 398, nel caso di affitto dei campi da tennis ad un’ altra ASD anch’essa affiliata alla Fit, deve emettere fattura (con o senza iva) o una semplice ricevuta? Il corrispettivo ricevuto è in base alle ore di utilizzo dei campi.

Articolo di risposta

Il quesito posto può essere così schematizzato:

  • Abbiamo un’associazione sportiva dilettantistica regolarmente affiliata alla FIT;
  • Tale asd dispone di campi da tennis utilizzati per svolgere attività istituzionale;
  • La stessa asd mette, parzialmente, a disposizione di un’altra asd, regolarmene affiliata alla FIT, i campi da tennis affinchè possa svolgere anch’essa attività istituzionale;
  • Viene previsto un corrispettivo orario per l’utilizzo dei campi.

Il principio generale a cui affidarsi per esaminare il quesito è mutuabile da quanto previsto dall’art. 148 comma 3 del TUIR e dall’art. 4, comma 4 del d.p.r. 633/72. Il principio, declinato nella realtà specifica che stiamo esaminando,  considera decommercializzate le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali purchè svolte fra controparti affiliate alla medesima federazione sportiva nazionale (FSN).

L’appartenenza delle due ASD alla medesima federazione è un fatto oggettivo mentre fondamentale è chiedersi se la “messa a disposizione di campi da gioco” sia configurabile come “attività svolta in diretta attuazione degli scopi istituzionali”.

La questione non è pacifica in dottrina e nemmeno nella prassi dell’Agenzia delle Entrate. E’ possibile delineare queste possibili interpretazioni:

  1. La mera messa a disposizione di impianti sportivi, senza prestazione di specifiche attività sportive/didattiche, è un’attività immobiliare e come tale suscettibile di essere considerata commerciale;
  2. L’utilizzo dei campi da tennis in questa fattispecie è strettamente finalizzato alla pratica sportiva in quanto entrambe le asd impiegano tali beni patrimoniali per svolgere attività agonistiche/didattiche ed entrambe pertanto perseguono la diretta attuazione degli scopi istituzionali. La asd, titolare dei campi, li mette a disposizione solo e soltanto per consentire attività sportiva dilettantistica.

La linea interpretativa di cui al punto 1) è stata spesso utilizzata dall’Agenzia Entrate per “colpire” situazioni di abuso nelle quali ASD, svolgenti poca o nulla attività sportiva, in realtà si dedicavano principalmente all’affitto campi.

La seconda linea interpretativa è invece stata fatta propria, sempre dall’Agenzia Entrate, nella Circolare 18/E del 01/08/2018 in occasione della risposta al quesito 6.2 (si veda per quanto interessa i passaggi in fondo a pag. 39 ed in testa a pag. 40). In particolare, secondo l’Agenzia: servizi di utilizzo dei campi da gioco, degli spogliatoi, degli armadietti e di altre strutture/beni dell’ente sportivo, purchè finalizzati alla pratica sportiva come delineata dai programmi di FSN, EPS e DSA, qualora resi in favore di un altro ente affiliato alla stessa FSN, EPS o DSA, possono essere decommercializzati.

Si ritiene che le condizioni poste dalla recente circolare sopra citata siano tutte rispettate nel caso del quesito in oggetto.

Pertanto i corrispettivi dell’affitto campi da tennis potranno essere incassati come proventi istituzionali con l’emissione di una ricevuta in cui si avrà cura di indicare l’appartenenza di entrambi i sodalizi alla FIT in conformità a quanto previsto dall’art. 148, comma 3 del TUIR e dall’art. 4, comma 4 del d.p.r. 633/72.

|di Paolo Ianconcigh, Dottore Commercialista Esperto in ASD|

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