Premessa
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) continuano a beneficiare di un quadro fiscale caratterizzato da importanti agevolazioni, ma anche da obblighi dichiarativi che richiedono una gestione sempre più attenta.
L’evoluzione della riforma dello sport, le modifiche in materia di lavoro sportivo e i continui aggiornamenti dei modelli dichiarativi rendono indispensabile una corretta pianificazione degli adempimenti fiscali, al fine di evitare contestazioni e preservare i benefici riconosciuti dall’ordinamento.
Per il periodo d’imposta 2025, da dichiarare nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo Modello Redditi ENC 2026, destinato agli enti non commerciali residenti e ai soggetti equiparati.
La natura fiscale delle ASD e delle SSD
Le ASD costituiscono, sotto il profilo tributario, enti non commerciali quando non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale.
La qualificazione fiscale non dipende dall’assenza di scopo di lucro o dalla finalità sportiva perseguita, ma dalla concreta attività svolta e dalle disposizioni contenute nello statuto e nell’atto costitutivo.
Le SSD, invece, assumono normalmente la veste di società di capitali sportive dilettantistiche e seguono regole dichiarative differenti rispetto alle associazioni, pur condividendo molte delle agevolazioni previste per il settore sportivo dilettantistico.
Dichiarazione dei redditi: quando è obbligatoria
Un errore piuttosto frequente consiste nel ritenere che tutte le ASD siano automaticamente esonerate dagli obblighi dichiarativi.
In realtà, l’obbligo di presentazione del modello Redditi sorge ogni volta che l’ente realizza redditi fiscalmente rilevanti o esercita attività commerciale, anche in modo occasionale.
Sono generalmente tenute alla presentazione della dichiarazione:
- ASD e SSD titolari di partita IVA;
- enti che producono redditi d’impresa;
- enti che percepiscono redditi fondiari;
- enti che conseguono redditi di capitale o redditi diversi;
- associazioni che svolgono attività commerciali anche in forma non prevalente;
- soggetti che applicano il regime agevolato della Legge 398/1991.
Diversamente, l’associazione che svolge esclusivamente attività istituzionale, non possiede immobili produttivi di reddito, non realizza proventi commerciali e non sostiene costi per personale o collaboratori può non essere soggetta agli obblighi dichiarativi ordinari.
La decommercializzazione dei corrispettivi specifici
Uno degli istituti più importanti per il mondo sportivo dilettantistico è rappresentato dalla decommercializzazione dei corrispettivi specifici.
Le quote versate da soci, associati e tesserati per la partecipazione alle attività istituzionali possono, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, non assumere natura commerciale.
Rientrano in questa categoria, ad esempio:
- quote di frequenza ai corsi sportivi;
- contributi per attività formative;
- quote di partecipazione alle attività istituzionali organizzate dall’ente.
La corretta applicazione di tale disciplina richiede particolare attenzione alla struttura statutaria dell’associazione e alla concreta gestione del rapporto associativo.
La riforma dello sport e i riflessi fiscali nel 2026
La riforma introdotta dal D.Lgs. 36/2021 continua a produrre effetti significativi anche nel 2026.
Particolare attenzione deve essere posta:
- alla corretta qualificazione del lavoratore sportivo;
- alla gestione delle collaborazioni coordinate e continuative sportive;
- agli adempimenti previdenziali e assicurativi;
- alla corretta rilevazione dei compensi nei modelli dichiarativi.
Le nuove regole hanno determinato un incremento degli obblighi amministrativi per ASD e SSD, imponendo un approccio sempre più professionale alla gestione degli enti sportivi.
Il regime agevolato della Legge 398/1991
A distanza di oltre trent’anni dalla sua introduzione, la Legge 398/1991 continua a rappresentare il regime fiscale di riferimento per gran parte delle associazioni sportive dilettantistiche.
Il sistema consente di determinare il reddito imponibile in maniera forfetaria mediante l’applicazione di un coefficiente di redditività pari al 3% sui proventi commerciali conseguiti, cui si aggiungono eventuali plusvalenze patrimoniali.
I principali vantaggi consistono:
- nella semplificazione degli adempimenti contabili;
- nella determinazione forfetaria del reddito imponibile;
- nelle modalità agevolate di liquidazione dell’IVA;
- nella riduzione degli obblighi documentali rispetto ai regimi ordinari.
Tuttavia, il regime richiede il rigoroso rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa.
L’obbligo dichiarativo confermato dalla Cassazione
Un principio di particolare rilievo è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 9973 del 14 aprile 2023.
Secondo i giudici di legittimità, anche le associazioni sportive che applicano il regime agevolato della Legge 398/1991 sono tenute alla presentazione della dichiarazione dei redditi qualora svolgano attività commerciale.
L’adempimento dichiarativo costituisce infatti una condizione essenziale per la corretta fruizione delle agevolazioni fiscali.
L’omessa dichiarazione può determinare non solo l’applicazione delle sanzioni previste dall’ordinamento tributario, ma anche la perdita dei benefici fiscali riconosciuti dal regime agevolato.
Gli obblighi IRAP
L’IRAP continua a rappresentare un tema particolarmente delicato per ASD e SSD.
L’obbligo dichiarativo può sussistere anche in assenza di partita IVA quando l’ente sostiene costi relativi a:
- lavoro dipendente;
- collaborazioni coordinate e continuative;
- prestazioni di lavoro autonomo occasionale;
- rapporti di lavoro sportivo disciplinati dalla riforma dello sport.
La corretta individuazione della base imponibile richiede una valutazione caso per caso, tenendo conto delle specifiche disposizioni applicabili agli enti sportivi dilettantistici.
IVA e attività sportive: attenzione alle nuove regole
La disciplina IVA applicabile al settore sportivo è stata interessata negli ultimi anni da numerosi interventi normativi.
Nel 2026 le ASD e le SSD devono prestare particolare attenzione alla corretta qualificazione delle operazioni svolte nei confronti di soci, associati e tesserati, distinguendo tra attività istituzionali, attività commerciali e operazioni eventualmente esenti.
Una non corretta gestione IVA può comportare il recupero dell’imposta, l’applicazione di sanzioni e la perdita di alcune agevolazioni fiscali.
Per tale motivo è opportuno effettuare verifiche periodiche sulla corretta impostazione amministrativa dell’ente.
Il Registro DM 11 febbraio 1997
Per i soggetti che applicano il regime 398/1991 continua a rivestire un ruolo centrale il registro previsto dal D.M. 11 febbraio 1997.
Tale documento costituisce il principale strumento di monitoraggio delle attività commerciali svolte dall’associazione.
Nel registro devono essere annotati:
- i corrispettivi commerciali;
- i proventi da sponsorizzazione;
- i ricavi pubblicitari;
- le cessioni di beni;
- le eventuali plusvalenze patrimoniali;
- le operazioni intracomunitarie rilevanti.
Le annotazioni devono essere effettuate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento.
La mancata tenuta del registro o il suo irregolare aggiornamento può comportare rilevanti conseguenze sanzionatorie e, nei casi più gravi, la decadenza dal regime agevolato.
Premi sportivi: una novità del 2026
Tra le novità operative del 2026 merita attenzione il ritorno dell’esonero dalla ritenuta sui premi sportivi dilettantistici entro il limite di 300 euro per singolo percettore e singolo ente erogante nel periodo agevolato previsto dalla normativa vigente.
Le ASD e le SSD sono pertanto chiamate a monitorare con particolare attenzione le somme erogate agli atleti e ai tecnici al fine di verificare il corretto trattamento fiscale dei premi riconosciuti.
Modello Redditi ENC 2026: le principali novità
L’Agenzia delle Entrate ha approvato il Modello Redditi ENC 2026 con il Provvedimento n. 72156 del 27 febbraio 2026. Il modello recepisce le novità introdotte dalla recente normativa fiscale, tra cui alcune modifiche riguardanti l’IRES premiale e specifici aggiornamenti relativi alla determinazione del reddito imponibile.
Gli enti interessati devono prestare particolare attenzione alla corretta compilazione dei quadri dichiarativi e alla trasmissione telematica entro il 02 Novembre 2026 (poiché il 31 Ottobre cade di sabato).
Conclusioni
La gestione fiscale delle ASD e delle SSD è oggi molto più complessa rispetto al passato.
L’interazione tra normativa tributaria, riforma dello sport, disciplina del lavoro sportivo e regimi agevolativi richiede competenze specialistiche e un costante aggiornamento professionale.
Dott. Andrea Sebastiani Commercialista