Il mansionario, finalmente!

Il mansionario, finalmente!

Con la pubblicazione, in data 21 febbraio 2024, del decreto ministeriale che approva l’elenco contenente le mansioni necessarie allo svolgimento dell’attività sportiva, si aggiunge un ulteriore tassello verso la piena attuazione della riforma del lavoro sportivo, come dichia49ers jersey asu football jersey ohio state jersey brock bowers jersey fsu football jersey ohio state jersey College Football Jerseys College Football Jerseys detroit lions jersey Iowa State Football Uniforms brock bowers jersey Iowa State Football Uniforms College Football Jerseys brock bowers jersey micah parsons jerseyrato dal Ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi.


Si tratta di una categoria ulteriore di lavoratori sportivi rispetto alle figure già tipizzate dall’art.25 del D.lgs. 36/21 (atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico e direttore di gara), individuata a conclusione di un iter che coinvolge diversi soggetti istituzionali, secondo quanto previsto dalle modifiche introdotte con il correttivo bis.red-gricciplac.org teplakova suprava panska feinsmecker strømper tutobon.com panske tricka tutobon.com stenyobyvaci.cz feinsmecker strømper tutobon.com dymytr povlečení villapalmeraie.com red-gricciplac.org teplakova suprava teplakova suprava panska red-gricciplac.org


Per armonizzare e definire in termini oggettivi il c.d. mansionario, raccogliendo in tal senso anche le esigenze manifestate da enti e federazioni nel corso delle audizioni parlamentari, l’art.25 co. 1-ter ha infatti previsto che:

  • FSN e DSA, tramite il Coni e il Cip, entro il 31 dicembre di ogni anno, comunicano al Dipartimento per lo Sport le figure che svolgono mansioni necessarie allo svolgimento dell’attività sportiva sulla base dei regolamenti tecnici della singola disciplina;
  • le mansioni devono essere approvate con decreto del Ministro dello Sport sentito il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali;

l’elenco delle mansioni così approvato è tenuto dal Dipartimento dello Sport e può essere aggiornato annualmente, fermo restando che in mancanza di ulteriori comunicazioni da parte delle federazioni rimangono confermate le mansioni dell’anno precedente.


Il provvedimento, tanto atteso dai sodalizi sportivi e dagli operatori del settore, contribuisce quindi a definire il perimetro di applicazione della disciplina del lavoro sportivo con le connesse facilitazioni contrattuali e agevolazioni fiscali e contributive, andando ad integrare le prime sette figure già individuate per legge: ad una prima lettura dell’elenco, che contiene le mansioni riferite a 55, tra federazioni e discipline associate, anche paralimpiche, si registrano ruoli specialistici riferiti alla particolare disciplina (ad esempio il mopper per la pallavolo, il tecnico tracciatore per l’arrampicata, il portacacce per la pallapugno, il cartografo per l’orienteering, il raccattapalle per il tennis e simili) e altri ruoli di carattere comune (come il dirigente addetto agli arbitri, il dirigente accompagnatore, il docente formatore, lo speaker, gli addetti antidoping, gli omologatori).
E’ interessante evidenziare che per alcune federazioni sono stati inseriti anche i nuovi ruoli dei responsabili contro abusi e violenze o di accompagnatori di minori previsti dai rispettivi regolamenti safeguarding, adottati in attuazione dell’art.16 D.Lgs. 39/21.


L’elenco non è completo perché non include varie discipline facenti capo alle rispettive federazioni (come ad esempio vela, triathlon, turismo equestre, scacchi, golf per citarne alcune) ma trattandosi di un primo elenco ci sarà la possibilità di integrarlo con ulteriori discipline e/o ulteriori figure.


Naturalmente i parametri da rispettare sono fissati dalla norma e pertanto, in base al tenore letterale, dovrebbe sempre e comunque, trattarsi di mansioni necessarie sulla base dei regolamenti tecnici: in tal senso ricordiamo che la nota del 9.12.2023 con la quale il Dipartimento, al fine di espletare l’istruttoria, chiedeva integrazioni rispetto alla documentazione precedentemente inviata alle federazioni, invitava a precisare:


a) il nome tecnico della mansione;
b) la descrizione del suo oggetto e delle competenze richieste per la corrispondente qualifica;
c) la specifica disposizione del regolamento tecnico che certifichi che la mansione è necessaria per lo svolgimento dell’attività sportiva, in conformità alle disposizioni degli organismi internazionali che regolano la disciplina sportiva, allegando copia di detto regolamento.


Nell’elenco allegato al decreto ministeriale sono infatti riportate le denominazioni delle mansioni, riferite alle discipline di ciascuna federazione o disciplina associata e, nella colonna di destra, i riferimenti al regolamento federale che dovrebbe appunto non solo attestare la funzionalità della mansione con lo svolgimento dello sport in questione ma definire maggiormente il ruolo della figura e il contesto di riferimento.


L’elenco dei lavoratori sportivi, anche se formato in base ai regolamenti federali, è efficace e direttamente applicabile anche per i sodalizi affiliati agli enti di promozione sportiva: infatti la modifica normativa non ha escluso gli EPS o i sodalizi affiliati esclusivamente agli EPS, dalla possibilità di inquadrare come lavoratori sportivi le figure che corrispondono alle mansioni approvate, ma proprio per uniformare la definizione delle mansioni, ha individuato come parametro di riferimento, valido per tutti coloro che praticano una determinata disciplina sportiva, i regolamenti tecnici della disciplina sportiva stessa.


In base alla specifica disciplina praticata, sia a livello promozionale che federale, si dovrà fare riferimento alla tabella per verificare se la mansione, come definita anche sulla scorta del regolamento richiamato, sia compresa o meno: nel primo caso si potrà instaurare un rapporto di lavoro sportivo nelle forme previste (subordinato sportivo di cui all’art.26, autonomo o co.co.co. di cui all’art.25 e 28, beneficiando per le prestazioni autonome delle esenzioni previdenziali e fiscali fino alla soglia rispettivamente di 5000 e 15000 euro, nonchè per le co.co.co. fino a 15.000 euro delle semplificazioni che consentono di gestire il rapporto tramite RAS).


Nel secondo caso invece non si potrà applicare la disciplina del lavoro sportivo e si dovrà ricorrere all’inquadramento di diritto comune che riguarda tutte le figure escluse dalla definizione di lavoratore sportivo (custodi, addetti alle pulizie, giardinieri, addetti al bar e al negozio, animatori, amministratori e lavoratori comunque non inseriti nell’elenco). Ricordiamo che sono esclusi dalla categoria anche coloro che esercitano una professione ordinistica come ad esempio medici, fisioterapisti, giornalisti. Un inquadramento a parte è riservato ai collaboratori amministrativo gestionali che pur non rientrando nella categoria dei lavoratori sportivi, possono essere inquadrati con la forma del co.co.co. – se la prestazione è resa con autonomia – e beneficiare delle stesse esenzioni contributive e fiscali previste per il co.co.co. sportivo (art.37 D.lgs. 36/21).

avv. Biancamaria Stivanello

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