La programmazione sportiva preventiva da parte del Consiglio Direttivo: ruolo e responsabilità

Cosa significa “Programmare”?

La prima riflessione sull’argomento di questo articolo la voglio fare proprio a partire dal significato del termine “programmazione” per poi declinarlo nel caso specifico delle associazioni sportive.
Programmazione: L’operazione, l’attività, il risultato del programmare.
Programmare: Mettere in programma, progettare, aver intenzione di fare o di far fare.
All’interno di una organizzazione, la pianificazione o programmazione delle attività può essere definita come l’insieme delle modalità operative attraverso le quali vengono fissati gli obiettivi, previa valutazione della realizzabilità e dei conseguenti vantaggi, e le azioni necessarie per raggiungerli all’interno di un certo lasso di tempo. Si capisce quindi che la programmazione, andando a regolare il corso futuro della gestione dell’organizzazione, ha un ruolo centrale in questa. L’onere della programmazione spetta al Consiglio Direttivo, che ne fa fronte con modalità diverse a seconda del contesto.

Una seconda riflessione la faccio sulla differenza tra “programmazione” e “previsione”. Se infatti la prima è relativa ad una serie di decisioni gestionali, la seconda è più legata alle variabili economiche delle quali si cerca di prevederne l’andamento al fine di effettuare scelte gestionali.

A chi spetta l’attività di Programmazione all’interno di una associazione?

In una associazione sportiva l’organo decisionale ed esecutivo a cui spetta il potere di gestire e amministrare, che programma le iniziative e la politica associativa, è il Consiglio Direttivo. Proprio per questo si trova a prendere tutte le decisioni che hanno un impatto economico sull’associazione, tradotto in pratica vuol dire che qualsiasi spesa dovrebbe essere conseguente ad una precedente decisione del Consiglio Direttivo, all’interno del quale il Presidente è il rappresentante legale.

Sul piano civilistico l’articolo 38 cod. civ. afferma la responsabilità solidale per colui che ha agito in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta. Tale responsabilità, dal carattere accessorio rispetto a quella dell’associazione che ne risponde con il fondo comune, investe coloro che impegnano l’associazione verso terzi agendo in nome e per conto di essa, escludendo coloro che, pur facendo parte del direttivo, sono rimasti estranei al caso specifico.

La Programmazione come supporto alla gestione

Ecco che in questo quadro possiamo andare a calare la “Programmazione Sportiva Preventiva” effettuata dal Consiglio Direttivo e renderci coscienti del valore che può avere nei vari ambiti.

Da un punto di vista gestionale si configura come uno strumento a supporto delle scelte fatte per l’esercizio successivo e a dimostrarne la coerenza con quelle dell’esercizio in corso, che permette una analisi delle attività in relazione al loro impatto economico e al raggiungimento dello scopo sociale. Questo permette anche la misurazione di eventuali scostamenti durante la stagione e dà la possibilità di attivare delle manovre correttive. Esprimendo in maniera trasparente l’allocazione delle risorse permette contestualmente di evidenziare il reinvestimento di eventuali avanzi all’interno dell’attività stessa ed è quindi una metodologia atta a dimostrare la previsione statutaria del divieto di distribuzione di utile in maniera sia diretta che non, così come richiesto ex lege al fine della fruizione dei vantaggi fiscali e previdenziali.

Approvazione del Consuntivo: un’ottima occasione per condividere l’attività coi soci

Il Direttivo ha inoltre l’onere di convocare l’assemblea dei soci, organo sovrano, almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto economico finanziario dell’ente; tale circostanza è ragionevolmente indicata anche per la presentazione della programmazione sportiva preventiva per la stagione successiva, che ha la possibilità di essere visionata e approvata anche dall’assemblea dei soci. Questo risulta essere un elemento funzionale a testimoniare la democraticità con cui viene condotta la vita associativa, essendoci di fatto una condivisione della pianificazione delle attività che saranno svolte dall’associazione.

Se l’assemblea di approvazione del Bilancio di esercizio può essere il momento più indicato per la presentazione del Bilancio preventivo dell’esercizio successivo, dove questo documento ha essenzialmente carattere numerico, può essere consigliabile convocare una successiva assemblea in cui viene presentata più nel dettaglio la programmazione del nuovo esercizio, in modo da affiancare informazioni qualitative a quelle quantitative di cui in precedenza.

In merito all’aspetto della responsabilità, questa condivisione ed eventuale approvazione di un documento che contiene la programmazione sportiva della stagione da parte e all’interno del Direttivo, va a tutelare la posizione di coloro che agiscono in nome e per conto dell’associazione, attutendo così il principio secondo cui la responsabilità personale e solidale resta ferma in capo a chi ha realmente posto in essere l’attività negoziale da cui deriva un obbligo per l’ente.

|di Barbara D’Onza, Commercialista esperta in ASD e SSD|

 

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